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Come una parrocchia nell’Amazzonia colombiana è diventata una EcoParrocchia

Posted 22 May 2026

A Belén de los Andaquíes, un piccolo comune del dipartimento di Caquetá noto come il “Municipio Verde Protettore dell’Acqua”, la fede cattolica e la cura del creato stanno mettendo radici nella terra.

Nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, situata nella regione pedemontana andino-amazzonica della Colombia, un gruppo di laici, catechisti e il loro parroco hanno trasformato l’area verde della casa parrocchiale in un orto ecologico che oggi è diventato uno spazio di preghiera, apprendimento e conversione ecologica.

Per John Elvis Carrillo López, Animatore Laudato Si’ e uno dei promotori del progetto, l’impegno nasce da una convinzione profonda.

“Viviamo ‘nel paradiso’ “, afferma. “Dio non ci ha lasciato questo territorio per farci arricchire, ma per preservarlo e conservarlo per la venuta di nostro Signore Gesù Cristo.”

Una terra di benedizioni

Belén de los Andaquí è un luogo privilegiato. Circondato da fiumi, foreste, zone umide e una straordinaria biodiversità, il comune ospita nove parchi naturali municipali e uno nazionale. È un territorio in cui la foresta pluviale amazzonica palpita ancora con forza.

Tuttavia, questa ricchezza naturale affronta gravi minacce.

“La deforestazione dovuta all’allevamento estensivo, la scarsa produzione di alimenti, le colture illegali e il conflitto armato sono sfide che colpiscono il nostro territorio”, spiega Carrillo.

Tuttavia, la comunità mantiene viva la speranza.

“Nonostante tutte queste circostanze, la comunità belemita non ha mai perso la sua fede.”

Questa speranza è profondamente radicata nella storia spirituale del comune, fondato nel 1917 dal frate cappuccino Jacinto María de Quito. Da allora, generazioni di missionari hanno accompagnato questa comunità, seminando una fede che oggi ispira una nuova forma di evangelizzazione.

Dal corso all’azione

L’idea di diventare EcoParrochia è nata durante la formazione degli Animatori Laudato Si’, un programma del Movimento Laudato Si’ che offre una formazione personale ai cattolici di tutto il mondo volta ad approfondire l’enciclica Laudato Si’ e riflettere su come mettere in pratica l’ecologia integrale nella loro vita quotidiana e nelle loro comunità. Come partner della Piattaforma di Iniziative Laudato Si’, il movimento aiuta a ispirare e preparare le persone impegnate nella cura della nostra casa comune.

“Grazie alla formazione, abbiamo potuto riflettere sulla conversione ecologica e riconoscere le grandi ricchezze ambientali, culturali e infrastrutturali che possediamo”, ricorda Carrillo.

La parrocchia aveva già un elemento chiave: un ampio terreno intorno alla casa parrocchiale e un parroco disposto a lavorare con le proprie mani.

Padre Ferney Rayo Maceto, figlio di contadini, aveva iniziato a organizzare lo spazio attraverso lavori di pulizia e semina. Quando il team gli ha presentato la proposta, la sua risposta è stata immediata.

“Ha accettato di supportare questa magnifica idea.”

Come tante iniziative ispirate dalla fede, il progetto è iniziato con la preghiera.

“Abbiamo messo il progetto nelle mani di Dio”, dice Carrillo, citando il Salmo 127: “Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.”

Un orto costruito con le proprie mani

Quella che è iniziata come una visione oggi è una realtà concreta.

Sul terreno della casa parrocchiale, il team ha costruito quattro aree destinate alla coltivazione di mais, piante medicinali, verdure e ortaggi. È stata inoltre predisposta un’area per la produzione di concime organico e percolato di compost.

“Ad oggi e per grazia di Dio, abbiamo quattro aree coltivate”, dice Carrillo.

Non ci sono stati grandi budget o finanziamenti esterni.

“Le risorse sono state fornite dalla Divina Provvidenza di Dio.”

Il lavoro è stato svolto con semplicità e perseveranza.

“Abbiamo lavorato con molto amore, con le nostre mani.”

Ogni pianta seminata è, per loro, un atto di fede. Ogni seme rappresenta la certezza che il Vangelo può incarnarsi nella terra e portare frutto.

Imparare gli uni dagli altri

Il processo ha anche rafforzato la vita comunitaria.

“È stato molto gratificante”, dice Carrillo. “Abbiamo imparato da ognuno di noi, apportando le nostre conoscenze ed esperienze.”

Il team è composto da José Aníbal Martínez Rodríguez, aspirante al diaconato permanente; Rafael Calderón Cuenca; e John Elvis Carrillo López, tutti impegnati nella catechesi e nella formazione teologica.

Carrillo riassume l’esperienza con le parole di san Paolo: “C’è diversità di carismi, ma lo stesso Spirito.”

Ogni membro apporta qualcosa di diverso, ma tutti condividono la stessa missione: aiutare la comunità a riscoprire la sua responsabilità di custode della creazione.

Un’aula viva per bambini e ragazzi

Uno dei frutti più belli del progetto è stata l’integrazione dell’orto nella catechesi.

Bambini e ragazzi che si preparano alla Prima Comunione e alla Cresima partecipano attivamente allo spazio, osservando le piante, riconoscendo aromi e sapori e imparando a valorizzare la natura.

“Abbiamo messo in pratica il Vangelo interagendo con l’orto”, spiega Carrillo.

L’esperienza insegna loro anche l’alimentazione sana e la sicurezza alimentare.

“Riflettiamo sull’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata a partire dagli alimenti della regione.”

Ma l’insegnamento va oltre la pratica.

“Ci siamo resi conto dell’importanza di valorizzare e prendersi cura dell’ambiente, aumentando la consapevolezza dell’importanza della semina e della coltivazione, mentre Dio fa il resto.”

Carrillo riconosce che i frutti non sono sempre immediati.

“Potremmo non vedere fin da subito i frutti dei catechizzandi, ma sappiamo di aver seminato quel seme nei loro cuori.”

La leadership di un pastore che dà l’esempio

Padre Ferney ha svolto un ruolo fondamentale in questo processo. Più che sostenere il progetto, lo ha incarnato con la propria testimonianza. “Ha organizzato il luogo con le proprie mani, l’ha abbellito, ha piantato e l’ha pulito.”

I suoi giardini e l’orto ecologico riflettono una convinzione semplice ma potente: la cura della casa comune inizia a casa. “Il parroco ci dà testimonianza di vita”, afferma Carrillo. “Per prendersi cura dell’ambiente, è necessario iniziare all’interno della casa.”

La sua leadership ha ispirato i gruppi apostolici e le famiglie della parrocchia ad adottare pratiche più sostenibili e a vedere l’ecologia come parte integrante della fede.

Evangelizzare dall’Amazzonia

Per la comunità del Sacro Cuore di Gesù, l’ecologia integrale non è un’attività aggiuntiva. È una dimensione concreta dell’evangelizzazione.

“Siamo i diretti responsabili degli effetti che si riversano sul pianeta, ma siamo anche i principali attori del cambiamento e della soluzione.”

Dall’orto, dalla catechesi, dalle omelie e dalla vita quotidiana, la parrocchia cerca di annunciare che tutto è connesso: la fede, la terra, la giustizia sociale e il futuro delle nuove generazioni.

Un sogno per i prossimi sette anni

La comunità immagina che tra sette anni la sua EcoParrocchia sarà un modello di conversione ecologica per altre parrocchie della regione.

“La nostra EcoParrocchia sarà un modello per le altre comunità.”

Il suo messaggio per le altre parrocchie è tanto semplice quanto incoraggiante.

“Non dovete preoccuparvi delle risorse e dei finanziamenti economici, ma avere fede, amore e speranza.”

L’essenziale non è avere grandi mezzi, ma la volontà di iniziare.

“È lavorando con amore che si concretizzano gli obiettivi proposti.”

A Belén de los Andaquí, dove la foresta pluviale amazzonica abbraccia il popolo e la fede continua a segnare il ritmo della vita quotidiana, una comunità sta dimostrando che la conversione ecologica può iniziare con qualcosa di umile come un seme.

E come ricorda Carrillo, citando il Vangelo di san Giovanni: “Io sono la vite; voi i tralci… Chi rimane in me e io in lui porterà molto frutto.”

In questa parrocchia della Colombia meridionale, quel frutto sta già crescendo.