Dall’intenzione alle infrastrutture: 4 lezioni per trasformare la conversione ecologica in un’azione su larga scala
Posted 8 April 2026
In tutta la Chiesa globale, molte comunità ispirate dalla Laudato Si’ si stanno ponendo la stessa domanda: come possiamo trasformare le preoccupazioni riguardanti l’ecologia in un vero cambiamento strutturale?
L’esperienza di Kinarya Coop in Indonesia offre un utile caso di studio.
La cooperativa sta lavorando con comunità, istituzioni e partner per piantare milioni di mangrovie nei prossimi anni. La prima fase si apre con una tappa iniziale legata alla mobilitazione ecologica di marzo e alla Giornata della Terra (il 22 aprile), quando inizierà la preparazione delle piantine (che avverrà usando vasi biodegradabili anziché sacchetti di plastica, prodotti nell’ambito di un sistema formativo professionale integrato a un programma di borse di studio presso il Politeknik ATMI).
Eppure la storia non riguarda semplicemente il piantare alberi. Si tratta di costruire un sistema integrato che colleghi il recupero ecologico con l’istruzione, la governance e la dignità economica. Per molti partecipanti alla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’, la parte più preziosa di questa iniziativa potrebbe essere la lezione che offre su come le istituzioni si organizzano per l’azione ecologica.
Lezione 1: Trattare l’ecologia integrale come un sistema, non come un progetto
Una delle sfide centrali per le iniziative ecologiche è la frammentazione. I programmi ambientali, i programmi sociali che hanno un impatto economico e le iniziative educative spesso operano separatamente.
Kinarya Coop ha affrontato il problema in modo diverso.
“Consideriamo l’ecologia integrale come un sistema vivente profondamente integrato”, spiega Ivonny Zakaria, una dei leader dell’iniziativa.
Al centro del loro modello c’è una struttura cooperativa multi-stakeholder che collega comunità locali, giovani, istituzioni e partner pubblici. Il recupero ambientale, lo sviluppo sociale e l’educazione sono concepiti per rafforzarsi a vicenda piuttosto che operare come progetti paralleli.

Il recupero delle mangrovie diventa il punto di partenza per una serie più ampia di iniziative, tra cui progetti di accesso all’acqua in aree vulnerabili dal punto di vista climatico come Nusa Tenggara Timur, opportunità educative per i giovani e strutture di proprietà cooperativa destinate a sostenere la dignità economica.
Zakaria spiega che l’obiettivo non è solo quello di piantare alberi, ma di trasformare il modo in cui le comunità partecipano alla tutela ambientale.
“Ogni albero piantato attraverso il movimento viene documentato e monitorato in modo che i contributori possano vedere l’impatto ambientale generato”, dice. “In questo modo il recupero diventa allo stesso tempo istruzione, governance e responsabilità sociale.”
Per le istituzioni che cercano di praticare l’ecologia integrale, la lezione è chiara. L’azione ecologica diventa più duratura quando è incorporata all’interno di sistemi che affrontano insieme realtà ambientali, sociali ed economiche.
Lezione 2: La trasparenza aiuta a costruire collaborazioni su larga scala
Un’altra sfida per le grandi iniziative ecologiche è la fiducia.
I progetti che riuniscono governi, scuole, organizzazioni della società civile e partner internazionali spesso lottano con questioni di responsabilità. Chi è responsabile del lavoro? Come vengono tracciati i contributi apportati? In che modo i partecipanti sanno che i loro sforzi stanno facendo la differenza?
Per Kinarya Coop, la trasparenza tecnologica è diventata parte della risposta a tali domande.
Quando le comunità contribuiscono allo sforzo di recupero delle mangrovie, la loro partecipazione viene registrata attraverso un sistema digitale che tiene traccia dell’impatto ambientale e aiuta a garantire la trasparenza.
Secondo Zakaria, questo sistema consente anche a piccoli contributi di diventare visibili e misurabili.
“Ciò crea fiducia per partner e collaboratori”, spiega. “Possono vedere l’impatto generato e sapere di far parte di un ecosistema sicuro e verificato”.
Allo stesso tempo, la cooperativa sottolinea che la tecnologia da sola non può creare fiducia.
Il principio più profondo è la proprietà condivisa. Scuole, università, aziende, comunità di diaspora e religiose e partner governativi sono invitati a partecipare come collaboratori all’interno di un ecosistema crescente e sostenibile piuttosto che semplicemente come donatori.
Per le istituzioni cattoliche che desiderano partecipare a iniziative ecologiche su larga scala, questo modello suggerisce che la trasparenza e la partecipazione sono basi essenziali per la collaborazione.
Lezione 3: La leadership radicata nel servizio sostiene il lavoro a lungo termine
L’impegno ambientale su larga scala comporta inevitabilmente incertezza. Le partnership richiedono tempo per essere costruite. I processi burocratici possono essere complessi. I progetti si evolvono al variare delle condizioni.
Per Zakaria, la leadership in questo contesto richiede sia convinzione che umiltà.
“La qualità più importante per i leader è stata il fatto di rimanere saldi nella visione che Dio ci ha fornito, ascoltando al contempo lo Spirito Santo attraverso gli eventi che si svolgevano intorno a noi”, dice.
Essa descrive questo approccio come una forma di leadership orientata al servizio.

“Anche quando commetto errori, cerco di rimediare, rimanere coerente e mantenere l’integrità”, spiega. “La leadership deve essere radicata nel servizio, non nel dominio”.
Anche la fede svolge un ruolo importante nel sostenere l’opera.
“Di fronte all’incertezza mi rivolgo all’appello di Dio che ci chiama a essere custodi del creato”, afferma. “Questo mi dà la forza per continuare ad andare avanti.”
Per le istituzioni che stanno esplorando la trasformazione ecologica, questa prospettiva offre un promemoria del fatto che la leadership non è solo tecnica o manageriale. È anche spirituale, fondata su un senso di vocazione e cura.
Lezione 4: Inizia da ciò che hai, ma costruisci sistemi per il futuro
L’attuale fase dell’iniziativa si concentra sulla mobilitazione delle comunità e sulla preparazione delle piantine utilizzando vasi biodegradabili (a sostegno della Giornata internazionale senza sacchetti di plastica) prima che inizi il primo importante ciclo di piantumazione in occasione della Giornata internazionale delle mangrovie (26 luglio 2026).
Anche se la portata del progetto è ambiziosa, la cooperativa sottolinea che la lezione più profonda non riguarda l’idea di replicare esattamente il modello altrove.
Si tratta invece di aiutare le istituzioni a sviluppare sistemi che permettano all’impegno ecologico di durare nel tempo.
“Indipendentemente dalle dimensioni del progetto”, afferma Zakaria, “ogni istituzione deve iniziare a costruire sistemi collaborativi che garantiscano la sostenibilità a lungo termine”.
Per le comunità cattoliche di tutto il mondo, ciò potrebbe significare formare partenariati con le scuole locali, organizzare reti parrocchiali, sostenere la leadership giovanile o sviluppare sistemi che monitorano l’impatto ambientale.
Il passo importante è iniziare.
Zakaria spera che iniziative come questa aiutino le comunità a riscoprire il coraggio di collaborare con maggiore intraprendenza.
“Se ci muoviamo insieme ora integrando la fede con sistemi efficienti”, dice, “c’è ancora tempo per la conversione ecologica”.
La Piattaforma di Iniziative Laudato Si’ continuerà a dare risalto alle istituzioni di tutto il mondo durante il loro sforzo per sviluppare percorsi concreti verso la conversione ecologica. Entro la fine dell’anno speriamo di tornare a parlare di questa iniziativa e condividere ulteriori riflessioni su ciò che i partecipanti hanno imparato durante il processo di piantumazione e su come collaborazioni simili potrebbero fiorire in altri contesti.